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mercoledì, luglio 25, 2007

Ignoranza avanza

Ogni giorno che passa mi rendo conto di più dell’errore fatto quando ho deciso di venire a vivere in questo paese. Non è che voglio sputare nel piatto in cui mangio. L’Italia è un bel paese……ma la gente che lo abita…..mi fa rimpiangere il mio.
Senza entrare in discussioni politiche su corruzione, bugie sfrontate e demagogia, quello che in questi giorni mi fa incavolare come una iena è la mancanza di cultura del popolo italiano e del suo bigottismo.
Mi sembra letteralmente assurdo che nei 3 giorni seguenti l’uscita in inglese (che è parlato ottimisticamente parlando solo da un 10 percento degli italiani) di un nuovo libro (aspettato per altro da 3 anni) tutti i mezzi di informazione, radio, tv, pressa scritta e internet hanno fatto un lungo e approfondito racconto di esso, compreso il finale. E nessuno si è scandalizzato.
Invece stamattina, ascoltando Radio 105, mi ha colpito l’indignazione dei dj per il fatto che l’accordo segreto del trasferimento di un giocatore di calcio è stato spifferato “tranquillamente” dalla sua fidanzata su un canale televisivo romeno. E quante belle cose hanno detto loro di questa bella signorina che va a dire in giro cose riservatissime!!!!!!!
Mi dispiace per voi e per l’immagine che cercate di mantenere nel mondo. Il grande popolo di navigatori che una volta erano gli italiani…. ormai è annegato. Al suo posto adesso c’è un popolo ignorante, senza cultura a parte la canapa e con la pretesa di essere l’ombelico del mondo.
Spero di poter convincere prima possibile la mia dolce metà di andarcene in un altro paese per cui la parola ”civilizzato” non sia solo una vecchio temine nel dizionario.

venerdì, giugno 30, 2006

A Verona con Carmen di Bizet

Stasera gran serata.
Porto la mia dolce metà all’opera!
Ebbene si, stasera si va all’Arena di Verona per assistere a Carmen. (opera che ho gai visto 2-3 volte nel mio paese d’origine).
Purtroppo per lui, quando abbiamo comprato i biglietti, non avevamo sotto mano il programma dei mondiali, e cosi, invece di stare spaparanzati sul divano a guardare 22 cosiddetti sportivi strapagati che rincorrono un pallone, ci faremo un po’ di cultura musicale (che non fa mai male).
I binocoli ci sono (da dove saremo seduti è l’unica maniera per capire cosa succede sul palco). Dobbiamo solo procurarci un paio di cuscini e siamo a posto.
Non vedo l’ora di vedere un’opera nel contesto dell’arena. Anche perché questo è un mio desiderio da qualche anno.
Per me, che vengo da una capitale, è molto difficile non avere a portata di “mano” certe facilità che solo una grande città ti può offrire. I teatri costano sempre moltissimo, e la scelta è veramente limitata. Non ci sono offerte per i giovani, o per gli studenti. Ecco un altro motivo per il quale mi manca molto il mio paese.

martedì, aprile 18, 2006

PARIS

Ne-am intors de la Paris aseara si acum sunt din nou la munca...ce tritete!!!!!!
Vacanta, daca se poate numi asa, a fost foarte frumosa...chiar daca 2 zile din 4 a plouat.
Cum am ajuns in Paris, ne-am pierdut in cimitirul Montmartre. Dupa ce ai iesit din nou la lumina am reusit sa gasim hotelul, am lasat bagajele si am plecat la colindat.


Am fost la biserica "Sacre-coeur" si in "place du tertre". Dupa ce ne-am odihnit o ora doua, am plecat din nou la colindat si am ajuns in quarteierul latin, unde am mancat cate ceva....si uite asa s-a terminat prima zi.
















Sambata am pastrat-o pentru Louvre. Si se dimineata pana dupamansa tarziu ne-am clatit ochii si ne-am marit cunostintele generale despre arta.......Doar picioarele noastre nu erau foarte de acord cu programul de culturalizare.
Apoi am plecat catre Turnul Eiffel, dar ploua si era frig, asa ca am hotarat sa lasam turnul pentru duminica. Seara, morti copti am mancat tot in cartierul latin (dar de data asta am mancat prost).
Duminica a fost randul museului D'Orsay (unde sunt toti impresionistii)....foarte frumos si euducativ, dar obosala ne-a impiedicat sa apretam tot contextul. Apoi, pentru ca nu aveam ce face ha ha ha am ajuns la Arcul de triumf si daca tot aveam biletul platit am decis sa mergem sa vizitam....dar cand am vazut 283 de trepte ca sa urci la 50 de metri, am vrut sa ne dam cu ciocanul peste picioare. Dar am urcat...panorama era mitica!

Intr-un traziu ne-am indrepata care turn. Dupa o ora si jumatate de cozi si lifturi, am ajuns in varf....si am inceput sa asteptam intunericul.......


O scurta paranteza: va ziceam ca "vacanta" asta ar fi fost a treia chanse pentru mandru ca sa ma ceara de muiere....Mi-am facut eu planul ca tiganul, si mi-am spus ca cel mai romantic loc in acest oras romanit e in varful "lu' turnu' ". Si uite asa el astepata noaptea ca sa faca poze, iar eu o asteptam ca sa sa ma ceara....Rezultatul...el s-a ales cu niste poze super....iar eu cu buza unflata....




Si ca sa vezi ghinionul ghinioanelor, chiar langa noi aud o tipa ca scoate un tipat scurt si ca incepe sa planga......de ce? pentru ca flacaul care o tinea in brate tocmai o ceruse.....sa-mi mananc ficatelul....De ce ea si eu nu? Porca troia!!!!!
Dar asta e viata ... merge mai departe si noi cu ea!









Luni am vazut Notre Damme si am facut niste cumparaturi pe Champs Elisse.
Dupa o lunga asteptare la aeroport (dar cel putin nu eram in picioare) si un zbor destul de tremurat, am ajuns acasa, un dus repede si ... la culcus gaina ca ti-e gusa plina !!!!!
Aceasta e varianta scurta si la obiect, pentru cine vrea informatii detaliate este rugat sa ma sune sau sa imi scrie un mail!

martedì, aprile 04, 2006

Il libro

Legendo il libro “Il torema del pappagallo” di Denis Guedj mi sono imbatuta in gueste frase:

“dal “Il cadì e la mosca” di un contemporaneo di al-Khwarizmi

I libri non resuscitano i morti, e non fanno di un idiota un uomo capace di ragionare, né di uno stupido un individuo intelligente: aguzzano lo spirito, lo destano, lo affinano e appagano la sua sete di cono scienza. Quanto a chi vuol sapere tutto, è meglio che la famiglia lo faccia curare, perché un simile desiderio non può che nascere da un turbamento delle spirito. Muto quando gli imponi il silenzio, eloquente quando lo fai parlare. Grazie al libro, puoi apprendere nello spazio di un mese quello che un’’eternità’ non ti consentirebbe di apprendere dalle labbra di un sapiente, e questo senza farti contrarre debiti di sapere. Ti libera dall’imbarazzo, ti soleva dalla necessità di frequentare persone odiose e di avere rapporti con individui stupidi e incapaci di comprendere. Ti obbedisce di giorno come di notte, tanto in viaggio quanto nei periodi in cui sei sedentario. Se cadi in disgrazia non per questo il libro rinuncia a servirti; se venti contrari soffiano contro di te, non ti si rivolta contro. Accade talvolta che il libro dia superiore al suo autore… “

mercoledì, marzo 22, 2006

l'apocalisse.......capitolo secondo me

Mercoledì mattina…. Apro gli occhi ….. che ore sono…non lo so, ma so che dormirei ancora tanto. Non mi sono ripresa dalla maratona di lunedì e martedì.Scendo dal letto e mi vesto…. Sento male sul 80 % del corpo, ho le vesciche ai piedi, mi bruciano gli occhi e faccio fatica a respirare per via del naso chiuso. Tutto questo perché? Perché ho passato due giorni e una notte fuori davanti ad un ufficio postale.Filo ha gia raccontato questa avventura come l’ha vista lui. Adesso proverò a raccontala come l’ho vissuta io.Lunedì mattina trovo per sbaglio che le code davanti alle poste si stanno già formando… Ma come, non era domani che si potevano deporre le richieste?Cosa faccio?….panico più totale. Non potevo prendermi 2 giorni di ferie…uno può andare…ma due!Alla fine il mio titolare è stato molto ragionevole e mi ha incoraggiata a non lasciarmi perde l’occasione. E così mi sono messa sulla lista ed è cominciata l’attesa.Ci sono già quelli che hanno preso in mano la situazione. La lista……i numeri…gli appelli….. sì, si fanno appelli ogni ora per evitare che la gente si iscriva per poi andare via.Inutile stare a raccontare tutte le tappe di questa follia…. La gente si da i cambi, ma visto che io non ho nessuno che mi dia il cambio entro a far parte del “comitato organizzativo”…. prendo giù i nomi, spiego le regole… cose del genere.Dopo un pranzo a base di panini portati da Filo… comincio a pensare a questa cosa come ad una scampagnata… tanto ho tutto quello che mi serve: un sacco a pelo, una coperta in pile, un termos pieno di thè caldo (che non potrò bere per via della pipi).Guardo l’orologio… è quasi l’una e mezzo… che bello, però dopo mi ricordo che solo fra 25 ore si aprirà l’ufficio postale per la consegna.Comincio ad ascoltare le conversazioni della gente. Un ganese, figlio di un padre con 3 mogli, sta cercando di portare in Italia 6 dei suoi 34 fratelli. E’ convinto che le donne vadano picchiate per ricordare il loro ruolo in società. Non riesco a capire di che religione è, perché mi parla della Bibbia, del matrimonio in chiesa, ma anche del fatto che quando tornerà nel suo paese si prenderà qualche altra moglie. Cerco di farmi dire perchè la donna vale meno dell’uomo, ma è così e basta. Dopo un po’ mi si avvicina chiamandomi “amica” e mi chiede di presentare una delle sue domande (perché una persona ne può presentare solo 5). Ma come… le donne possono presentare questa domanda…… ah ho capito, io sono prima di lui sulla lista e cosa non si fa per la causa !!!!!!!!Sono arrivati anche i carabinieri. Hanno preso giù dei dati e ci hanno raccomandato di non fare casino, perché nella località vicina, hanno già stracciato una lista per riportare l’ordine tra la gente.Certamente non ci siamo fatti mancare neanche l’italiano che pur avendo preso un numero la mattina, non si era più fatto vedere per tutta la giornata. Certamente pensava che essendo italiano poteva andare tranquillo a fare le sue cose! Tanto le regole valgono solo per gli extracomunitari, non per gli italiani. Purtroppo per lui non è stato così, e si è ritrovato in fondo alla lista.E poi è arrivata la notte. Dopo una pizza calda, seduti ad un tavolino, ritorniamo (io e Filo) per l’appello delle 21.00Un altro giro dei carabinieri arrivati in tempo per mandare via un gruppo di albanesi con voglia di litigare.Verso mezzanotte Filo è tornato a casa. E io sono rimasta a dormire in macchina.E’ passato anche l’appello delle 2 e poi quello delle 4, quando ci siamo messi in fila.La fila è resistita solo per mezzora dopo di che la gente è tornata a dormire ognuno dove poteva.Ed è arrivata anche l’alba del 14. Sconvolta e mezzo congelata (la macchina, anche se accesa, scalda solo fino ad un certo punto) mi preparo per le prossime 8 ore.Filo mi porta dell’altro thè caldo che non ho coraggio di bere (sempre per via della pipi).Verso le 8 faccio colazione, e quando chiedo dove si trova il bagno, la barista mi raccomanda di lasciare in bagno pulito….. devo somigliare ad una sporca zingara se si sente di darmi questo “consiglio”……La mattinata è passata meglio di quello che mi aspettavo. Niente risse, niente discussioni. Solo uno dei albanesi della notte prima è arrivato per tastare la situazione, per vedere se poteva fare un pò il bullo. Ma alla fine si è arreso anche lui.Mi chiedo perché ho fatto tutto questo… lo so, l’ho fatto perchè voglio lavorare, non perché non sarei in regola qua. Il permesso di soggiorno che ho adesso mi da la possibilità di studiare… ma non di lavorare.Anche se la cosa non va in porto, non credo che affronterò un’altra volta questo calvario. La natura ha vinto… io non sono fatta per notti passate in bianco al freddo!
Ho detto che se non va bene stavolta, do un annuncio al giornale per trovare un marito! Anche Filo è d’accordo con me sul non rifare questa pagliacciata, ma lui ha proposto (come soluzione a tutti questi problemi) di spostarci in un altro paese………………. Spero solo che sia uno caldo!C’è anche qualcosa che mi consola, le persone che mi hanno chiamato per sostenermi moralmente, il personale della posta che è stato molto operativo, e il mio titolare che mi ha chiesto scusa da parte degli italiani per il trattamento subito.

venerdì, dicembre 16, 2005

TUTTO FINISCE QUA

“Tutto finisce qua “ mi disse lei con lo sguardi fisso.
“No…ma perché, non capisco. Ti prego dammi un’altra opportunità”. Ma lei era già sparita.
Ad improvviso mi trovo solo su una strada buia e deserta, ad un ora improbabile della notte, avvolto da una nebbia che non mi permette neanche di respirare.
Mi sento perso, smarrito, solo. Mi scendono le lacrime come ad un bambino che ha perso la mamma.
Non riesco a spiegarmi cosa sia successo, dove ho sbagliato, cosa ho fatto per farla allontanare.
E’ arrivata nella mia vita sei mesi fa.
Lo incontrata fuori dalla scuola. Si era piegata per allacciasi una scarpa è mi ha fatto inciampare…non l’avevo vista. Ha alzato lo sguardo e due occhi neri mi hanno trafitto con rabbia.
“Ti chiedo scusa non ti avevo vista….Posso aiutarti?”
Mi porse la mano per farla alzare. Il suo calore mi ha avvolto subito. I minuti passavano e io non riuscivo a togliere né lo sguardo dai suoi occhi freddi, né la mano dalla sua.
Sei mesi…. In cosi poco tempo la mia vita è cambiata radicalmente.
Non andavo più a scuola, non parlavo con nessuno. Ero a sua completa disposizione, tagliato fuori dal mondo che fino a quel momento avevo conosciuto.
Passavamo ore a gironzolare ere la città. A lei piaceva camminare, e io la seguivo. A lei piaceva osservare la gente e ci fermavamo spesso su qualche panchina. Restavamo fremi là, lei a guardare la gente, io a guardare lei.
Non potevo far almeno di guardarla. Sentivo di dovere dormire con gli occhi aperti per non perdere nessun movimento delle sue labbra, nessun respiro…..
Parlavamo tanto. Anzi io parlavo tanto. Le raccontavo la mia vita, quella vissuta e quella immaginata. Lei mi ascoltava, o cosi mi sembrava e solo raramente mi faceva sentire la sua voce.
Qualche debole “lo so”, oppure ”si caro avevo gia sentito questo” .
Mi ricordo la prima volta che mi ha chiamato “caro”. Era passato un mese e stavamo tornado a casa bagnati fino alla pelle da una fredda pioggia autunnale. Non le piaceva usare l’ombrello, e quella fu la prima volta che avevo sentito il piacere delle gocce di pioggia sulla pelle. Avevo cominciato ad amare la pioggia e lei mi ha ripagato con un “caro”.
Quella sera si è fermata a dormire da me.
Quella sera…mi ha fatto sentire la morbidezza delle sue labbra. Mi ha preso per mano e poi mi ha portato nella camera da letto. Mi ha spogliato e mi ha fatto sdraiare sul letto. Avevo freddo e miei capelli erano ancora bagnati, ma le ho obbedito.
Mi sembra di vederla come oggi, con la sua gonna da zingara color bordeaux e il maglioncino in tinta. Se lo è sfilato lentamente e lo ha lasciato cadere pesante sul tappeto. Era nuda, completamente nuda ed è rimasta lì per un po’. Per farsi guardare, per farmi innamorare. La stanza era buia e l’unica luce che me la faceva vedere erano i fanali delle macchine che correvano sotto casa mia.
Dopo un po’ è venuta a sdraiarsi di fianco a me. Sentivo il calore emanato dalla sua pelle, ma non mi attentavo di toccarla. Lei ha preso le mie mani e le ha poggiate sul suo petto. Era piccolo e sodo. Poi mi ha baciato. Ho sentito le sue labbra carnose e poi la lingua che si infilava dentro la mia bocca alla ricerca di una nuova sensazione e lo sentita dire. “fai pure tutto quello che ti senti”.
Quella note i nostro corpi si sono uniti piano, piano per darci il tempo di conoscerci uno con l’altra.
Il giorno dopo abbiamo ripreso le nostre passeggiate e le nostre osservazioni ma lei mi ha chiesto di parlarle della gente. Ho cominciato a raccontarli dei miei parenti, dei miei amici, e lei mi ascoltava e memorizzava tutte le mie parole.
Un altro mese è passato prima che lei mi si offrisse di nuovo. E quella volta è stato tutto diverso. Mi ha preso con forza anche se io non opponevo nessuna resistenza. Lo sentita godere con piccoli spasmi e poi si e lasciata prendere. Ancora e ancora.
Le notti diventavano sempre più lunghe e lei era sempre più passionale. Passavamo sempre più tempo a letto ed ero sempre più ubriaco di lei.
In quei giorni aveva scoperto un altro piacere…la lettura. Le nostre passeggiate finivano sempre in biblioteca, dove lei poteva leggere e osservare. Ogni tanto mi trovavo a girovagare tra le file polverose senza saper come ci ero arrivato, ma poi giravo lo sguardo e la vedevo là, sulla poltrona. E tornavo da lei come un cagnolino che senza il suo padrone è perso.

Tutto questo fino ad una settimana fa.
Faceva freddo e la neve non si era ancora sciolta. Ma nell’aria si sentiva l’odore della primavera. Lei mi ha preso per mano per andare a casa. La sentivo fremere di desiderio. Ma io non volevo rincasare, volevo saziare le mie narici di quell’aria. Mi sono sentito dire “andiamo al cinema, è tanto che non ci vado!” Lei ha mollato piano la presa e incredula si e fermata per guardarmi. Mi ha lasciato fare e siamo entrati in un cinema nuovo con tante luci, troppe luci. Ma lei mi ha lasciato fare.
Quella sera non si è fermata da me.
Il giorno dopo abbiamo ripreso le passeggiate e le osservazioni, solo che adesso io non parlavo più, anche io guardavo la gente che mi passava accanto. E mi sembrava di riconoscerla.
Sei giorni, sei giorni cosi.
Fino a stasera quando l’ho sentita dire “Tutto finisce qua”

Mi gira la testa…sento il mondo che mi gira intorno. Mi sembra di svegliarmi da un sogno. Sto stringendo gli occhi…no, non mi voglio svegliare. Non la voglio perdere, non c’è la faccio a vivere senza di lei.
Sono caduto nella sua rete come una mosca nella rete di un ragno. Mi ha preso, mi ha bendato, e ha cercato di farmi vedere il mondo attraverso di lei.
No, mi ha solo usato.
No, lei sapeva come doveva andava il mondo, lei ha cercato di farmi capire.
No, no sono stato sono una marionetta.
Mi gira la testa, non so cosa pensare, non so pensare…
Il mondo gira sempre più in fretta come per farmi sapere tutto quello che mi sono perso in questi sei mesi.
La nebbia mi avvolge.
Un suono…lo riconosco…sono gomme che strisciano sull’asfalto.
Un tonfo secco.
Il mondo gira sempre più veloce.
Si è fermato…….

venerdì, marzo 11, 2005

Di nuovo tra i “babbani”

Ieri pomeriggio ho preso una boccata d’aria urbana.Erano anni che non prendevo un autobus, e ieri, motivo blocco del traffico a Modena, ho comprato il mio bel biglietto “ecologico” e mi sono lasciata trasportare verso l’università.E’ strano dopo tutto questo tempo ritrovarmi circondata da gente… ognuno con la sua borsina, ognuno con i suoi pensieri “ecco vedi, la abito io, la dove c’è il tappeto rosso… adesso sono molto più vicino a scuola!”Poi guardare dal finestrino… tutti gli negozi che scorrono velocemente, per un secondo mi sono ricordata della mia città natale. Bella sensazione!Non avevo mai visto Modena da questo punto di vista, mi è quasi piaciuta.Il ritorno è stato però drammatico. L’autobus questa volta era molto più scomodo, e l’autista non aveva più voglia di guidare. Venti minuti di strappi, accelerazioni improvvise e fermate brusche mi hanno sconvolto lo stomaco. Infatti appena scesa mi sono fermata un po’ per respirare e cercare di calmare la sensazione di vomito che mie era venuta.Arrivata a casa mi sono chiesta… a che cosa serve questo blocco del traffico se soltanto un autobus inquina come 10 macchine diesel. Per non parlare del fatto che nelle 8 ore di blocco il traffico cala solo di 8, 9 %. Ma se quelli del comune pensano che questo sia l’unico modo per abbassare il tasso d’inquinamento, noi ci adegueremo.