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venerdì, marzo 11, 2005

Di nuovo tra i “babbani”

Ieri pomeriggio ho preso una boccata d’aria urbana.Erano anni che non prendevo un autobus, e ieri, motivo blocco del traffico a Modena, ho comprato il mio bel biglietto “ecologico” e mi sono lasciata trasportare verso l’università.E’ strano dopo tutto questo tempo ritrovarmi circondata da gente… ognuno con la sua borsina, ognuno con i suoi pensieri “ecco vedi, la abito io, la dove c’è il tappeto rosso… adesso sono molto più vicino a scuola!”Poi guardare dal finestrino… tutti gli negozi che scorrono velocemente, per un secondo mi sono ricordata della mia città natale. Bella sensazione!Non avevo mai visto Modena da questo punto di vista, mi è quasi piaciuta.Il ritorno è stato però drammatico. L’autobus questa volta era molto più scomodo, e l’autista non aveva più voglia di guidare. Venti minuti di strappi, accelerazioni improvvise e fermate brusche mi hanno sconvolto lo stomaco. Infatti appena scesa mi sono fermata un po’ per respirare e cercare di calmare la sensazione di vomito che mie era venuta.Arrivata a casa mi sono chiesta… a che cosa serve questo blocco del traffico se soltanto un autobus inquina come 10 macchine diesel. Per non parlare del fatto che nelle 8 ore di blocco il traffico cala solo di 8, 9 %. Ma se quelli del comune pensano che questo sia l’unico modo per abbassare il tasso d’inquinamento, noi ci adegueremo.

venerdì, marzo 04, 2005

Il comunismo alla cattedra

Arrivo in aula dell’università dopo 8 ore in ufficio. Mi siedo e mi preparo a prendere appunti.Alla cattedra noto un ometto che mi sembra un bidello, che cerca di accendere e posizionare il proiettore per i lucidi. Ma per l’età, oppure per la “timidezza”, non riesce ad arrivarne a capo.Finalmente si accende, ma è troppo vicino al telo. Dopo vari tentativi c’è la fa. Ma no… Perché adesso una volta appoggiato sopra il foglio trasparente, succede che la scritta è sfocata. Per un po’ cerca la manovella per mettere a fuoco, ma non trovandola decide di avvicinare tutto il baracchino al telo. Un buon samaritano gli fa vedere “da dove” si mette a fuoco, ma a questo punto il telo non è abbastanza basso e il buon samaritano non si disturba più per fargli vedere come si fa ad abbassare il telo. E allora gli si accende una lampadina, corre verso la sua borsa e tira fuori una cartella cicciottella, e la infila sotto i piedini anteriori del proiettore. Vittoria!Adesso mi accorgo che tira fuori il microfono e comincia a parlare…perciò, lui e il nostro docente. La mia curiosità sale, perché l’immagine di questo “signore” fa pensare a tutt’altro che un docente universitario. Dopo solo un paio di minuti in sua compagnia, mi rendo conto di non essermi sbagliata. Infatti, lui qua è un ex contabile che si è messo ad insegnare agli altri (chi sa perché ?!?!?!).Pian pianino scopro non solo una parte della sua vita ma anche il suo colore politico. “La globalizazzione, non è una cosa bella, ma ormai non si può fare altrimenti, dobbiamo adeguarci”.Gli esempi potrebbero continuare, e sinceramente se per tutta la durata del corso dovrò prendere dalle sue parole solo quelle attinente alla materia d’esame…sarà molto difficile studiare!